Anno 2007: Matrix Resurrection [SPOILER] {ATROCI SPOILER SU MATRIX REVOLUTIONS] In questo quarto, attesissimo episodio della saga di Matrix, tutti gli ingredienti che ci si attendeva ci fossero, in effetti, ci sono. E ci sono all'ennesima potenza. Questo rende Matrix Resurrection una summa del cinema come noi lo intendiamo in questa seconda metà degli Anni Duemila: effetti speciali come se piovesse e qualche comparsata umana di scarso respiro, com'è conveniente che sia. E hanno un bel dire i criticoni nostalgici del cinema che fu, che "oggi non è più l'effetto protesi dell'attore, ma l'attore uomo-sandwich dell'effetto speciale". E che "più è ginnico un attore, più ha il volto che reggerebbe anche una soap opera, meglio è". A dare un colpo a queste vecchie credenze ci hanno pensato i fratelli Wachosky, che oltre alla supervisione degli effetti, per questo quarto episodio si sono riservati la sceneggiatura e hanno ceduto la direzione ad un regista di più chiara fama. La vera scommessa è stata proprio il regista, che è riuscito a utilizzare l'effetto senza che questo film risulti tuttavia avulso dalla sua precedente carriera. Questo forse è il risultato più incredibile del film. In Matrix Revolutions, umanità e macchine avevano finalmente fatto pace dopo circa un centinaio d'anni di guerra. Matrix Resurrection si apre qualche anno dopo la morte di Trinity, l'assunzione in cielo di Neo e il salvataggio in extremis di Zion. Gli uomini continuano a vivere negli alveari, il loro cefalo è sempre fonte di energia per i robot. Ma perlomeno, grazie al sacrificio di Neo, adesso l'Uomo può scegliere se vivere coi cavi piantati in testa in un mondo virtuale tutto sommato accettabile oppure libero da costrizioni ma un un mondo di mmerda, in cui il sole non si vede mai, il paesaggio sembra architettato da Giger, e si deve vivere come bestie sottoterra. La scelta in effetti è ardua. Ma la pulsione per la libertà spinge un numero sempre maggiore di uomini a svegliarsi e scegliere la vera libertà. Le macchine sono ligie al patto stretto con l'Oracolo e consentono tranquillamente la liberazione degli uomini, ma fanno di tutto per convincerli a restare nel bozzolo immersi nel liquido amniotico. Tra le principali strategie , alcuni incredibili successi dell'Umanità, come la pace tra israeliani e palestinesi, la scoperta della cura definitiva sul cancro, la cattura di Bin Laden mentre preparava a cena con Saddam Hussein un clamoroso attentato a papa Giovanni XXIV, ma soprattutto (come previde sapidamente il Bellondi quattro anni fa) l'aumento a dismisura delle belle donne sulla faccia della terra. Questo spiegherebbe secondo i Wachosky il perché le donne siano oggi nel 2007 circa 5 miliardi, contro 2.8miliardi di uomini. Ma per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, e coprire la loro evidente concezione maschilistica dell'universo, compenserebbero questo sovrannumero con l'incremento del lesbismo su scala planetaria. Si può dire che il cinema lo aveva ampiamente anticipato cinque-dieci anni fa. In ogni caso, il calo delle liberazioni è evidente e Morpheus, uscito a sorpresa trionfatore da Matrix Revolutions (quando tutti invece lo davano per papabile sacrificato alla causa), viene incolpato della crisi: al suo posto, manco a dirlo, il Consiglio pone una donna, la bella Niobe. Morpheus non può accettare che una donna negra prenda il suo posto (si ricordi che nella prima trilogia il personaggio non era interpretato dal nazistoide Vin Diesel, ma da Lawrence Fishburne), entra in Matrix e va dall'unica persona di cui ha ancora fiducia, cioè Persefone. Lo scambio di battute tra Vin Diesel e il recente premio Oscar, Monica Bellucci, è memorabile: con una serie di raffinate allegorie, Morpheus convince Persefone ad allearsi a lui e a scatenare - nel mondo ideale del computer - una terribile guerra atomica, cosicché gli uomini siano più facili alla liberazione dai tubi dei robot. Occorre però anche andare alla fonte del problema e trovare un programma che riporti alla normalità la quantità di figa sul (virtuale) pianeta. Persefone si affida così all'Uomo-che-non-c'era, fratello dell'Uomo-del-treno, personaggio criptico ma comunque fondamentale nel precedente film. L'Uomo-che-non-c'era è un programmatore che tramite un complesso meccanismo riesce a recuperare l'immagine digitale di Trinity, raccogliendo le tracce che aveva lasciato nella Matrice prima di uscirne e morire eroicamente. Così Trinity ritorna e nel mondo virtuale diventa l'eroina del femminismo: col motto "meglio morta che schiava", incoraggia le donne eterosessuali al suicidio come estremo rifiuto al ruolo di preda sia per parte degli uomini sia per parte dei milioni e milioni di lesbiche. E' una strage. In poco tempo 2 miliardi di donne in tutto il mondo si suicidano, creando evidenti problemi di alimentazione alle macchine (è anche una piaga ecologica: certo, il pianeta non è più una bellezza, ma dove cacciare 2 miliardi di cadaveri che, al contrario delle pile esauste, dopo pochi giorni iniziano a puzzare atrocemente?) Le macchine non riescono a capire la causa di questa immensa mole di suicidi. Non subodorano il complotto ordito da Persefone e Morpheus. L'immagine virtuale di Trinity è talmente perfetta e il lavoro dell'Uomo-che-non-c'era talmente eccellente che non capiscono come quella non sia un vero essere umano. Il patto stipulato con Neo, inoltre, impedisce alle intelligenze artificiali qualsiasi azione contro gli esseri umani, sia in questo mondo che in quell'altro: alla risorta Trinity "trista mietitrice" di donne non c'è alcun rimedio. A quel punto, i robot tentano l'estrema carta. In un ufficio della città delle macchine, lavora come impiegato Neo Anderson. Naturalmente non era morto, ma le macchine lo avevano semplicemente preso, tenuto in vita dopo il terribile sforzo della battaglia finale contro il programma Smith e rimesso talmente a nuovo che non ha più nemmeno le stesse sembianze del vecchio Neo (e questo giustifica così il discusso cambio di attore che in questi anni ha scatenato terribili polemiche su Internet ma anche sui cellulari psionici di tutto il mondo). Neo viene chiamato dal Vegliardo Direttore, un nuovo personaggio, situato nel Purgatorio, una sorta di realtà intermedia tra il mondo vero e quello della Matrice. Il Vegliardo Direttore torna sugli antichi problemi di concordanza, consistenza, conseguenza, consustanziazione e connivenza già sviscerati nel secondo episodio della serie. E dopo aver frantumato ogni resistenza nel redivivo in pratica gli impone di tornare in Matrix, cercare di capire il motivo recondito di questa moria di donne e in pratica di arginare questo rifiuto della vita (virtuale) da parte delle donne. Neo sceglie, e sceglie l'unica via praticabile: diventare icona sexy per le donne di tutto il mondo, far innamorare tutto il genere femminile planetario, che con un sulla piazza sex symbol come Neo avrà per lo meno una scelta: quella tra il suicidio per protesta suggerito da Trinity e la segreta speranza di poter anche solo sfiorare un domani il bel Neo. Certo un ruolo simile sarebbe stato più adatto a Keanu Reeves, che pure aveva compromesso la sua immagine con la sua omosessualità. Ma comunque - e sia detto per inciso - Tobey Maguire non sfigura affatto, e dai primi riscontri di pubblico qualcuno pare anche preferirlo a Reeves: inoltre dà anche al personaggio quel tocco introspettivo tanto ricercato dal regista della pellicola. Tra la Trinity digitale (che ormai per tutti nelle steam-chat di tutto il mondo è diventata ironicamente "Trinitron") e il redivivo Neo è battaglia a colpi di filosofia. Memorabile (e questo è un merito senza dubbio ascrivibile al regista) il duello nel talk show televisivo David Letterman's Show, un dialogo vibrante e sapido i cui voli pindarici non fanno rimpiangere i voli virtuali dell'ultima battaglia tra il vecchio Neo e il programma Smith. L'effetto speciale come assenza più che come presenza: un vero colpo di genio. Durante la battaglia del talk show, Neo però capisce che deve aver avuto a che fare in un lontano passato con questa Trinity, ma al tempo stesso che se la ricordava diversa. E qui scatta il lavorio introspettivo di Tobey Maguire: un Neo lacerato, macerato, dilacerato, arso dal dubbio, ma freddo nella sua missione per conto delle macchine. Eccezionale. Il monologo finale di Neo sul destino dell'umanità è asciutto e ricco allo stesso tempo, ma comunque intensissimo. Neo-Tobey Maguire lo recita strappando provocatoriamente la cinepresa digitale dalle mani dell'operatore, puntandola sul proprio volto quasi come una pistola, quasi come un tentativo di suicidio. E' ancora una chiara metafora del cinema che mangia se stesso, si divora per poi - come scrisse anni fa un'intelligente critica italiana - risputarsi pixel, cioè cambiato, rimasterizzato, ridigitalizzato, ma comunque sempre sostanza cinematografica da divorare di nuovo a sua volta. Come non elogiare dunque il regista? Solo lui, Lars von Trier, poteva traslare la saga Matrix su un piano ancora più elevato e allo stesso tempo profondo, immergendosi nelle viscere e nella mente umana proprio come i cavi che le macchine piantano nel nostro cervello. Il suo successo maggiore è comunque come dicevamo sopra esser riuscito a non tradire il proprio Dogma, rimanendo fedele ai propri principi e riuscendo ciononostante a utilizzare lo stato dell'arte dell'industria degli effetti speciali. Impossibile spiegare a parole come ci sia riuscito. Ma il risultato è davanti a tutti noi, basta comprare un biglietto e sedersi comodamente al cinema. "Cos'è la vita? Forse un lampo in una notte senza luna?", è la domanda finale (che riescheggia e sintetizza millenni di letteratura mondiale) cui Neo non riesce a dare risposta. E anche la domanda destinata a tormentare tutti noi almeno fino al prossimo episodio. Matrix Remixed, infatti, quinto film della saga dei Wachosky, uscirà come si sa nel 2008. Riprenderà da dove è finito Matrix Resurrection: cioè dal dubbio di Neo che da nuovo Cristo diventa novello Amleto, dall'alleanza stabilita tra Morpheus e Persefone, dalle macchinazioni dell'Uomo-che-non-c'era e dai piani di riscossa della bella Niobe. Che cosa sta architettando infatti la nuova capa dei ribelli per reagire alla nuova ascesa di Morfeus? E perché ha ordinato ad una squadra speciale di recuperare il cadavere - quello vero in carne e ossa - della vecchia Trinity? E chi è quel personaggio che intravediamo sullo sfondo nella sequenza finale così somigliante a Hugo Weaving-Mr.Smith dei primi tre episodi? Le domande come capite non sono poche né di poco conto e molte di queste saranno evase solo nel sesto e ultimo episodio in uscita nel 2009: Matrix Renaissance. Abbiamo avuto molto da questo quarto episodio di Matrix. Ma noi, inguaribili divoratori di cinema, ci aspettiamo ancora di più. Alberto